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venerdì 25 novembre 2011

VI-ABROAD...GIULIA ZINK, SAN FRANCISCO

VI-ABROAD” è una nuova rubrica del Miagolio che vuole raccontare le esperienze di giovani ragazzi della nostra città che, per motivi di studio, lavoro o semplice gusto per l'avventura, hanno passato periodi in diverse parti del mondo.
A dare il via è Giulia Zink, ventidue anni, studentessa di arti visive al dams di Bologna e attualmente intern presso la galleria d'arte “
Peggy Guggenheim Collection” a Venezia , che ci racconta la sua avventura nella meravigliosa San Francisco!





<<Sono stata a San Francisco 4 mesi. Frequentavo il terzo anno di università e non avendo la frequenza obbligatoria non ho avuto problemi con le lezioni.
Ho deciso di partire per imparare un po’ di inglese, per smettere di sentirmi una “capra” e per un generale desiderio di indipendenza, avventura e bisogno di conoscermi meglio. Sono stati quattro mesi di grandi soddisfazioni, in entrambe le direzioni. L’arrivo in città non è stato affatto carino, era sera e, stracarica di valigie, mi sono ritrovata in uno dei quartieri che sin dal primo giorno di scuola ti consigliano di evitare.

Prezzo richiesto per venirmi a prendere dalla scuola o dal servizio del residence:100 dollari.
Dollari spesi arrangiandomi: 10 con caffè.
Il primo impatto con la lingua è stato traumatico. Trovarsi davanti alle manovelle della laundry con il vocabolarietto in mano già liso non è affatto confortante!
Per quanto riguarda l’alloggio, mi ero strettamente ripromessa di evitare qualsiasi specie o sottospecie di italiano, vedi genitori italiani o italo-qualcosa. 
Quindi ho vissuto in un residence trovato via internet. All’inizio ho condiviso una stanza con una ragazza spagnola, poi con una francese pazza e adorabile.
In America hanno l’abitudine più di noi di chiederti come stai, e lo fanno in maniera interessata. Fin dall’inizio si sono resi disponibili per qualsiasi problema circa la sistemazione e la convivenza. Per esempio, quando ho chiesto di cambiare stanza perchè non abbastanza luminosa, due giorni dopo ne avevo un’altra dove ho lasciato il cuore.


La scuola che ho frequentato è una scuola di lingua, al di fuori dal circuito universitario, che mi ha seguita nella preparazione di uno degli esami del Cambridge.
Ho apprezzato molto il sistema scolastico americano, trovandoci non poche differenze rispetto al nostro. In primo luogo hanno un approccio molto più confidenziale e collaborativo con gli studenti, inoltre hanno un’impostazione di insegnamento strettamente mirata a rendere molto più fruttuose le ore di lezione frontali rispetto a quello che da noi è solo un primo input per un lavoro che per la maggior parte della sua portata si svolge individualmente.


Dunque maggiore confronto (estremamente utile), un minor carico di lavoro a casa e una maggiore attenzione per il rendimento personale, che credo sia una caratteristica che accomuna le scuole private rispetto alle pubbliche, alle quali per altro sono sempre stata abituata.Nella mia scuola di lingue ho trovato una concentrazione di nazionalità e culture diverse incredibili, insieme condividevamo esperienze di vita comuni e uno stesso obbiettivo, la lingua appunto.


Come ho già detto, le nazionalità con cui si viene in contatto sono moltissime, quindi se il vostro obbiettivo è una buona pronuncia consiglio vivamente di tagliare corto con il compagno di banco e cercare di andare a cena con americani, piuttosto che coreani. Senza nulla togliere, ovviamente. Dipende molto da quanto si è determinati a rendere l’esperienza produttiva da un punto di vista formativo oltre che di piacere.



Il costo della vita a San Francisco è in generale abbastanza alto, non tanto nei mezzi di trasporto, per altro molto efficienti, quanto nelle cose più comuni. Per chi ha un budget da rispettare consiglio vivamente di fare attenzione, senza un minimo di organizzazione si rischia di spendere il doppio del necessario. Un pacchetto di sigarette può variare dai 4 ai 10 dollari a seconda del quartiere, per esempio.


Per quanto riguarda il cibo, se vuoi mangiare bene devi spendere, intendendo bene da un punto di vista salutare. E’ incomprensibile come un’insalata costi più di un doppio cheeseburger con patatine.
Il risultato è che mangi “male” ma ti senti giustificato dal fatto che dopo tutto stai risparmiando. Insomma un paradiso. Magari ogni tanto pesatevi. Per gli amanti dei dolci, pesatevi davvero.
San Francisco è indescrivibile. Lo rifarei e lo rifarò. Ho in programma di tornarci presto.
La consiglio vivamente.>>







se volete intraprendere anche voi un'avventura simile, eccovi il sito di riferimento http://www.embassyces.com/index.aspx dove potrete scegliere la vostra meta!



Amanda Maruzzo
tutte le foto sono di Giulia Zink

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