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giovedì 17 novembre 2011

GUARDA L'ARTE E METTILA DA PARTE







L'8 ottobre è stata inaugurata nel Palazzo Monte di Pietà a Vicenza la mostra d'arte allestita per decretare il vincitore del premio Scamozzi. Ventiquattro artisti provenienti da tutta Italia hanno mostrato le loro opere nello spazio espositivo di VIART fino al 30 ottobre cercando di trovare un filo rosso tra gli insegnamenti artistici lasciatici dai grandi maestri del rinascimento e l'arte contemporanea ,che li reinterpreta e li riempe di significati altri.


L' inaugurazione ci porta in un clima sereno e conviviale in cui artisti e pubblico si incontrano per confrontarsi sull'arte contemporanea.

Trovarsi di fronte a opere di artisti come Giuseppe Persia ci fa riflettere sulle percezioni visive e su come la mente umana sia facilmente influenzabile da un semplice cambio di prospettiva o di luce. Persia espone infatti due opere molto simili,due fotografie in bianco e nero che da principio ci sembrano un corpo umano ,cosi liscio ma allo stesso tempo pieno di linee ondulate che ricordano le morbide linee di una donna. Osservandole più attentamente però un estrema lucentezza senza imperfezioni ci fa intuire come non si tratta di un corpo ma di un semplice peperone. Ancora più intriganti ci sembrano queste opere quando scopriamo che una delle due ruota intorno ad un chiodo e per questo può essere girata a piacere dell'osservatore,un modo per far interagire completamente lo spettatore con l'arte,uno stratagemma che può catturare anche l'attenzione dei partecipanti più annoiati.

La pittura su tela trova invece il suo spazio nelle opere di Mirco Grotto ,artista nostrano di spettacolare talento che ci mostra qui uno dei suoi ritratti. L'immagine esposta è quella di una vecchina avvolta in uno scialle che guarda dritto verso di noi con un'intensità unica,un opera che ti cattura al primo sguardo e ti sembra poter essere in grado di uscire dalla tela. Questa donna viene percepita al tempo stesso in tutta la sua fragilità e grandezza;ogni ruga racconta un pezzetto della sua vita,ogni capello bianco una sofferenza e attraverso gli occhi lattiginosi sembra quasi di poter vedere la sua fine avvicinarsi. Eppure più che una vecchina morente sembra un eroe,fiero e coraggioso che mostra al mondo come l'ha cambiato la vita,come l'atrocità dell'esistenza abbia solcato il suo viso e come nonostante tutto sia ancora in piedi.
Di Grotto la serie dei ritratti incontra anche personaggi famosi come Clint Eastwood e Fabrizio de Andrè



L'originalità e l'ironia si trovano tutte nell'opera “ UNA FAMIGLIA PER BENE” di Marilù Manzini che prende la cucina della barbie che usavamo da bambine e mette su pavimento di plastica la Sacra Famiglia ,escludendo per questa volta il bue e l'asinello. Con tanto di finestrella, che apre la nostra vista a perfetti prati verdeggianti ,lo stile della cucina ci riporta subito negli anni '50..tutto è paurosamente simmetrico e in tinta.
Maria e la sua perfettissima famiglia in fondo non stonano neanche così tanto in un ambiente artefatto in cui nessuna famiglia reale potrebbe effettivamente vivere.
Guardando questa cucina in miniatura comprendi quanto quello della famiglia felice sia un sogno sedimentato all'interno di ogni società : le bambine giocano con piccole cucine per le loro bambole imitando le mamme,guardiamo pubblicità rivolte a un pubblico femminile che sono incentrate sul concetto “se compri questo prodotto la tua casa sarà perfetta e la tua famiglia felice”e ti trovi a chiederti se il ruolo della donna sia mai riuscito ad evadere da quella cucina di plastica. Vedere quest'opera è come spiare dal buco della serratura una famiglia nel suo ambiente domestico,un ambiente a cui ognuna di noi sembra tendere perché “predestinata”.










Michelangelo Magnus ferma chiunque si avvicini a osservare il suo quadro “LA SOGLIA” per raccontare il suo lavoro e la simbologia che ha saputo sapientemente inserire al suo interno.
Quello che potrebbe sembrare un immagine banale si colora di significati profondi con questa figura che attraversa un corridoio, la cui prospettiva perfetta a quadroni viene ripresa anche nel soffitto,per giungere a superare 7 gradini, di iniziazione delle verità universali per ora solo percepite dal personaggio. All'interno del quadro ricorrono inoltre molti elementi religiosi,da “un un dipinto nel dipinto” raffigurante San Giorgio che uccide il drago fino ad arrivare alla Menorha Ebraica.








Nella consapevolezza assoluta che l'arte contemporanea vive l'estrema difficoltà di rendersi fruibile al grande pubblico,si trova in questa mostra e nei suoi artisti l'intelligenza di accorgersi di questi limiti e di cercare di superarli venendo incontro anche a persone non prettamente aderenti al settore. Il giorno dell'inaugurazione si è potuto notare come non siano state solo le persone ad avvicinarsi alle opere e hai suoi esecutori ma come anche gli artisti fossero interessati a spiegarsi e a raccontarsi descrivendo, anche a ragazzi molto giovani presenti quella sera, il loro lavoro.


di Valentina Russo











Per maggiori informazioni sugli altri artisti e il premio scamozzi:http://premioscamozzi.jimdo.com/

Tutte le immagini sono state prese da internet e in particolare da www.google.it

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