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venerdì 30 settembre 2011

DE.CO.VILLE & CIRCO DI CHARLIE CHAPLIN, LA RECENSIONE

Come vi avevamo anticipato QUI, Il 24 Settembre a Dueville, nel più ampio contesto di “Dueville città aperta”, è stato presentato l'evento DE.CO.Ville e il CIRCO di Charlie Chaplin.







Fortemente voluto dall'amministrazione comunale di Dueville, dalla ProLoco locale e dal consorzio ProLoco Astico-Brenta a cui aderiscono i 13 comuni (Bolzano Vicentino,Bressanvido,Camisano Vicentino,Dueville,Mason Vicentino,Montecchio Precalcino,Monticello Conte Otto,Nove,Quinto Vicentino,Pianezze/San Lorenzo,Sandrigo,Schiavon,Torri di Quartesolo), l'evento nasce dalla collaborazione solidale con alcune ProLoco del territorio aquilano, distrutto dal terremoto che tutti ricordiamo del 6 Aprile 2009.
La solidarietà ai territori distrutti dal sisma viene ricordata nel corso della serata con molta commozione da parte del sindaco di Dueville Giuseppe Bertinazzi, oltre che dal presidente della ProLoco della città e dai presidenti delle ProLoco aquilane, che definiscono L'Aquila come “una città che non c'è e non ci sarà mai più”.
Il ricavato dell'evento (15 euro per la degustazione e 20 euro per lo spettacolo) è stato in parte devoluto in beneficenza per la ristrutturazione, dopo i disastri causati dall'alluvione del Novembre 2010, della sede del GET Cresole Centro Educativo Occupazionale e Diurno per disabili a Cresole di Caldogno.


La serata si è aperta all'insegna del buon cibo alle 18.30 con la degustazione dei prodotti DE.CO, delle eccellenze DOP e IGP, delle specialità regionali e dei presidi SLOW FOOD nella splendida cornice della barchessa di Villa Monza, conclusasi alle 21.00 per lasciar spazio allo spettacolo dell'Orchestra Città Aperta che ha musicato dal vivo il celebre film muto “The Circus” di Charlie Chaplin. Questo il menù degustazione della serata:



Alle 21.30 l'evento si è spostato all'interno del Palazzetto dello Sport allestito per l'occasione con cartonati raffiguranti il mitico Charlot e nastri colorati che creavano un tendone da un circo sopra i musicisti. .

L' Orchestra Città Aperta, che ha sede a Fossa (AQ), è famosa a livello internazionale e specializzata nella registrazione di colonne sonore. L' ensemble sinfonico nasce da un'idea del compositore Carlo Crivelli e di Jonathan Williams, uno dei più grandi cornisti del mondo e attuale primo corno della Chamber, e tra le varie collaborazioni troviamo anche i Pink Floyd; Crivelli ha anche lavorato con il regista Marco Bellocchio, i fratelli Taviani e Michele Placido, ed è stato inoltre vincitore di numerosi premi quali il “Premio Cicognini” come miglior colonna sonora per le musiche de “ Il 7 e l'8” e il “Premio Petrassi 2010” per le colonne sonore del film di Bellocchio.
 I due decidono di creare questa orchestra, specializzata in colonne sonore, credendo nel potere di contrastare il mercato estero e nelle capacità e risorse che offre il nostro paese in ambito musicale . Compongono l' orchestra artisti di fama internazionale come: Antonio Anselmi, Marco Lugaresi e il primo violino Gaby Lester che ha inciso colonne sonore per film come “Il Codice da Vinci”,”Harry Potter”,”Volver”,”Madagascar II” ecc..
 L'OCA propone eventi come “Accademia Orchestra Città Aperta”, una scuola di alta specializzazione musicale per la realizzazione e la registrazione di colonne sonore, che ospita giovani talenti formandoli nell'interpretazione e l'esecuzione musicale.
Attualmente l'orchestra è impegnata nel PROGETTO CHAPLIN, attraverso il quale propongono appunto la proiezione dei film con accompagnamento musicale dal vivo.
A dirigere l'Orchestra è Timoty Brock, che ha ottenuto il permesso dalla famiglia di Chaplin per vedere la partiture originali, restaurarle e utilizzarle nelle sue performances dal vivo.

Nel film scelto Charlot, che interpreta un vagabondo, è vittima di una serie di equivoci mentre si trova al Luna Park: viene scambiato per un ladro e scappando finisce nella pista del Circo dove dei tristissimi clown cercano di far divertire un pubblico annoiato e disinteressato. L'ingresso di Chaplin e la sua scenetta con la guardia che lo sta inseguendo scuotono i presenti assopiti facendo nascere l'idea nel proprietario del circo di assumerlo come pagliaccio. Non riuscendo a ingabbiare la comicità dirompente di questo artista, decide di sfruttarlo come tuttofare, facendolo entrare in scena alla fine degli atti per fargli combinare una serie di guai, che provocano le risate degli spettatori.
Il protagonista si innamora inoltre di Marla, la figlia del proprietario, che viene sfruttata e maltrattata dal padre; nel momento in cui decide di dichiararsi e di chiederle di sposarlo scopre però che la ragazza è innamorata dell'equilibrista Rex. Il nostro eroe decide così di imparare a camminare sul filo (senza grandi risultati!!!!) per cercare di conquistare l'amore di Marla.
Esilarante si presenta la scena in cui Chaplin deve, a causa di un imprevisto, sostituire Rex; sale sulla corda legato ad un imbracatura con un filo invisibile realizzando delle acrobazie inimmaginabili . Il pubblico lo acclama e il comico prende sempre più coraggio, non accorgendosi però che l'imbracatura di protezione si è sganciata. A peggiorare la situazione ci si mette un gruppo di dispettose scimmiette che, dopo avergli morsicato il naso, tentano di sfilargli i vestiti mentre un terrorizzato Charlot si rende conto di poter scivolare nel vuoto da un momento all'altro.
Dopo questa scadente esibizione verrà cacciato dal circo, seguito in un secondo momento da Marla, esausta delle continue punizioni del padre. Sarà proprio Chaplin a trovare una soluzione per renderle la vita più serena, aiutando l'equilibrista a sposarla, restituendo cosi alla ragazza che ama la sua libertà.
La storia si chiude con l'immagine di un uomo tristissimo, che contempla con malinconia i ricordi di questa breve esperienza, che decide di rialzarsi dal suo dramma personale (la perdita dell'amore) per vedere ciò che gli riserva il domani.






Un film che lo stesso Chaplin non definiva come uno dei suoi capolavori ma che mischia in modo magistrale il Dramma alla Commedia, facendo rivivere un'epoca in cui la quotidianità era lotta continua contro la povertà e la fame. La disperazione, sempre velata da un amara risata, viene mostrata in episodi come quello del vagabondo e la bambina, dove Chaplin ruba, mangiandolo direttamente dalle sue mani, un Hot-Dog alla piccola, distratta dalle sue facce buffe. Subito dopo però la gioia è infinita per il simpatico vagabondo che, trovandosi nelle tasche un portafoglio che non gli appartiene, non pensa minimamente di rintracciarne il proprietario, ma spende i soldi al suo interno per comprare tutti i panini del banchetto. Charlot è però anche capace di presentarci un umanità buona e semplice che riesce a rialzarsi da uno status sociale emarginato, per mostrarci una nobiltà d'animo propria di un cavaliere medioevale. Risulta evidente come il nostro clochard sia disposto non solo a privarsi della sua misera colazione per donarla alla bellissima Marla affamata, ma come allo stesso modo è consapevole di dover rinunciare all'amore per la giovane per riuscire a donarle un futuro migliore. Chaplin mostra questo sacrificio prima come un dolore insopportabile che in seguito viene però sublimato dalla consapevolezza di aver reso felice un altra persona, regalando al protagonista la tranquillità d'animo forse tanto sognata.



Valentina Russo
disegno d'apertura: Martino Sasso


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