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domenica 8 gennaio 2012

RISPETTO DELLA LEGALITA O ACCANIMENTO VERSO I GIOVANI?

Non ci sono dubbi, la notizia più “calda” del nuovo anno, è la recente chiusura di tre dei locali che più animano le serate vicentine. Parliamo del T-gallery, chiuso per aver superato la capienza, del People club e del Princeville, chiusi temporaneamente per problemi legati alla sicurezza. Molto è stato scritto, tante le polemiche e i dibattiti. Motto de “Il Miagolio” è cercare di approfondire ciò che accade nella nostra città e proprio per questo martedi 3 gennaio abbiamo incontrato il questore Angelo Sanna, che con grande gentilezza e disponibilità ha accettato di affrontare l'argomento con noi. Ecco per voi, in esclusiva, la nostra “chiaccherata”, a cura di Gaia Mellone:





Se questi locali sono stati chiusi e multati, evidentemente i problemi ci sono stati e nessuno si è inventato niente. Ma secondo lei questa tendenza a non rispettare le norme è dovuta ad una sorta di avidità da parte dei gestori o c'è una generale non percezione del controllo? c'è poco rispetto di queste norme o è indifferenza?

Ma, vede, forse tutto concorre..mai dare la responsabilità di situazioni che vanno fuori dai limiti e dalle regole solo ad una parte. Forse tutti concorriamo affinchè le regole non vengano rispettate e quindi si creino delle situazioni a rischio.
Siamo talmente abituati al non rispetto delle regole che ci stupiamo nel momento in cui qualcuno ci spinge a rispettarle, e questo non va bene.
Io personalmente non voglio eleggere me e l'istituzione che rappresento a moralizzatori del mondo e della società italiana, però tentiamo di far rispettare le regole perchè è il nostro lavoro, è il lavoro per il quale il cittadino ci paga, perchè rispetto delle regole significa per lui sicurezza. Però ritengo che il messaggio sia stato recepito.

Un fattore che sicuramente ha fomentato le lamentele è stato che tutti questi controlli siano stati fatti nel giro di pochi giorni, per di più vicini al periodo delle feste.

Ci sono dei momenti in cui il rischio sale ed in cui noi dobbiamo garantire ai cittadini, che vanno a fruire di un divertimento quale quello della discoteca, la massima tranquillità, ancor di più in un momento particolare come quello delle festività natalizie. È chiaro che in questi periodi l'affluenza cresce. In tempi normali la regola viene superata di poco ed il rischio è minimo, perciò si viene a scoprire l'irregolarità nel momento in cui accade il fatterello collaterale: mi riferisco alla rissa alla lite con un addetto alla sicurezza del locale, al ragazzo ricoverato in ospedale per un eccesso di consumo di bevande alcoliche o stupefacenti. In quei momenti si rende necessario il controllo. Ci sono però dei momenti, come le festività, in cui si percepisce che l'affluenza sarà molto alta e di conseguenza si alzerà il rischio. Succede anche che molti si improvvisino operatori del mondo dei locali da ballo delle discoteche eccetera, facendolo come seconda o terza attività in quanto fonte di reddito, prendendo la licenza occasionale per tre o quattro serate. E chiaro che in quelle tre o quattro serate può essere concentrato l'incasso, e spesso questo porta a superare il limite...ma è importante chiedersi perchè il limite esista. Per un motivo di sicurezza e basta, niente altro.
Sapendo che questi locali sono frequentati anche da ragazzi di 14-15-16 anni, come posso far finta di niente? Io, come le dicevo prima, non sono nato questore, ho fatto tutto il percorso che fa qualsiasi essere umano e oltretutto ho dei figli che sono stati e sono frequentatori di discoteche. Mi sento quindi responsabile nei confronti della collettività formata sia dai giovani frequentatori sia da genitori come me.

Molti hanno lamentato durante il controllo al T-gallery un atteggiamento delle forze dell'ordine molto rude, come se i ragazzi essendo in un luogo che era in torto fossero automaticamente in torto, quando il cliente di per sè non ha alcuna colpa. Lei cosa si sente di rispondere?

Bisogna essere onesti fino in fondo sempre. Io non ero sul posto quindi non me la sento di dire “non è vero” anche se conosco i miei ragazzi. Pero faccio un altro ragionamento: stiamo parlando di tre controlli ravvicinati; perché di due locali nessuno si è lamentato e del terzo si lamentano? Mi pongo questa domanda e invito gli altri a porsela. Bisogna comunque considerare che il poliziotto ha un modo di porsi, cosi come il giovane. Forse stiamo parlando di stereotipi, probabile che sia cosi, ma i giovani devono rendersi conto che noi non ci troviamo mai nel rapporto uno a uno, soprattutto in circostanze come queste, dove diventa fondamentale l' educazione; ma nessuno si è lamentato o ha parlato di maleducazione, ma di durezza. Io la chiamerei decisione. La raccomandazione che faccio in questi casi è sempre la stessa : noi stiamo andando li per far rispettare le regole, quindi noi per primi dobbiamo rispettare le regole, e avere rispetto di chi si ha davanti. Quindi non credo, e sottolineo non credo, che sia andata proprio cosi, anche perchè a confronto ho i due precedenti controlli in cui non ho lamentele. È chiaro poi che imporre a un giovane di uscire dal locale, imporgli di finire la sua serata prima del previsto, magari c'era anche un bicchiere in corpo... la reazione è chiaramente diversa.

L'autorità può essere scambiata con autoritarismo vuole dire..

Certo, con un voler aggredire, voler sottomettere, voler imporre...sono situazioni delicate dove basta poco per trascendere. Questa è la gioventù e noi dobbiamo rispettare questo senso di ribellione che, nel senso buono, caratterizza l'essere giovane e lo porta a fare le sue esperienze. Ho sempre detto ai miei figli: voi dovete fare le vostre esperienze e qualche volta vi dovete fare anche un po' male, l'importante è che siate sempre in grado di rialzarvi e ricominciare. Nel caso del ragazzo che va all'ospedale per consumo di stupefacenti ...lì rialzarsi è molto difficile. Dove non arriva il giovane adesso, ma arriverà con l'esperienza, deve esserci qualcuno che lo freni, che gli dica “attento”. Il freno è anche quello di mandarlo a casa una notte per evitare un incidente. Mettiamo ad esempio, se scoppiasse un incendio e rimanessero feriti, o peggio, dei ragazzi, quale sarebbe la reazione del cittadino?

Si chiederebbe perchè non siano stati fatti i controlli adeguati

Esattamente, perchè il nostro ruolo è tutelare la sicurezza, e la sicurezza passa attraverso il rispetto delle regole. La collaborazione, il dialogo e anche il confronto, sono la base.

Infatti c'è stata la collaborazione tra il People club e il The Loft poco dopo la chiusura del primo per la serata di natale. Certo da un altro lato ci si potrebbe chiedere che senso abbia avuto chiudere se poi è bastato spostarsi...

Si ma dall'altra parte le regole sono state rispettate. Noi abbiamo girato, in maniera più discreta, perchè non era nostra intenzione opprimere ad ogni costo un'attività la notte di capodanno, e abbiamo visto che bene o male c'era molta attenzione al rispetto delle regole e infatti tutto è andato molto bene.

Ci sono stati quei piccoli episodi nell'avvicinamento alle festività, e siamo intervenuti laddove si stava esagerando.. Visto che la notte di capodanno non è successo niente?

Beh, si potrebbe dire perchè i locali erano chiusi ...

Abbiamo fatto questo ragionamento: diamo un freno, perchè sembra che si stiano allargando un po' troppo, tuteliamo tutti quanti, gestore incluso. Se fosse successo qualcosa di davvero grave, lui stesso si sarebbe trovato a gestire problematiche più grandi, oltre a passare sotto il penale. Poi è da specificare che si tratta di locali che avevano un pregresso...

Molti pero lamentano che i controlli e tutto ciò che c'è intorno vadano sempre a colpire i locali più gettonati dai giovani, mentre quelli con un diverso target, magari più adulto, non vengono toccati. Lei quindi dicendomi cosi vuole dirmi che in realtà questo non è vero..

Assolutamente no, guai se fosse cosi. Diventerebbe un discorso mirato verso non solo la clientela ma anche verso i titolari. I controlli si fanno laddove c'è la percezione che le regole non vengano rispettate, dove si hanno delle segnalazioni. Noi le segnalazioni le abbiamo ricevute tutte per quel che riguarda certi locali, da parte dei genitori e da alcuni giovani, anche se alcune cose si sono rivelate poi leggende metropolitane.

..e c'è anche molta rivalità tra gli stessi locali..

Certamente, e proprio per questo è fondamentale stare attenti , per non fare gli interessi di alcuni e il disinteresse di altri. Noi non giochiamo per nessuno, noi giochiamo per la vita, per la sicurezza, per i giovani e per i titolari dei locali, giochiamo per tutti quelli che rispettano le regole.

C'è anche questa voce che in alcuni casi le forze dell'ordine siano state “mandate” da altri...

Noi andiamo avanti per la nostra strada, questa è la forza di un'istituzione come la nostra. Tutti possiamo sbagliare, l'importante è che non lo si faccia in malafede, come ad esempio andare ad eseguire un controllo perchè voluto dal concorrente: questo mai. Lei non ha idea di quanti anonimi arrivano in un ufficio come il mio, ed è necessario pesarli e verificarli prima di andare a controllare, per non rovinare, anche se di poco, la reputazione di una persona. La possibilità di sbagliare ci sarà sempre però si deve fare in modo che sia ridotta al minimo.
Le voci a cui lei si riferisce sono state boutade basate sul niente, è chiaro che si pensa subito alla concorrenza, ma non esiste che noi prendiamo parte a questi meccanismi. Anche perchè che interesse potremmo avere? Crede che a noi faccia piacere farci odiare dai giovani? Chiaramente no.

Ad ogni modo, non è nostro intento criminalizzare la categoria, i titolari dei locali e la città di vicenza ... accadono fatti ben peggiori in altre realtà del nostro paese. Bisogna dare un senso al tutto, ad esempio il sequestro dell'ultimo locale è stato convalidato dal magistrato, a dimostrazione che c'erano tutti gli elementi e nessun accanimento da parte nostra.
Io dietro a queste feste e a questi locali vedo sempre una massa di giovani che vanno lì per stare insieme, divertirsi, ed è giusto che sia cosi, ma rischiano la pelle ogni secondo che passa. Bisogna riflettere su questo punto in principio, non si dovrebbe aspettare l'arrivo del poliziotto in divisa che accende le luci e fa uscire tutti.


Il questore si rende disponibile a incontrarci ancora ed è più che disposto a rispondere alle domande dei cittadini, perciò diteci la vostra opinione!

Gaia Mellone

5 commenti:

  1. Preciso che la serata in cui è stato fatto il controllo al TGallery era una history, cioè età media 30 - 35 anni (con picchi più alti)...tra i clienti molti professionisti, anche noti in città e tra questi anche persone con prole...
    Gente è stata perquisita e così le macchine, è stata creata una situazione di pericolo facendo uscire le persone da una sola uscita, mentre il locale ne è dotato di 4. Io ero presente e sono stata lì fino alla fine dei controlli. Il TGallery è aperto da quasi 25 anni e, se riferito a questo locale, non penso proprio che i gestori abbiano richiesto una licenza solo per le festività. E non penso comunque sia un crimine fare più di un lavoro, tanto più che così si dà da lavorare a giovani che lo fanno in maniera onesta e corretta e si possono mantenere agli studi. Io rispondo per quello che mi compete, ossia come una cliente del Totem e ora del TGallery.

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  2. ciao francesca! si non credo proprio che con la licenza occasionale si riferisse al t-gallery, e ti assicuro che quando il questore ha parlato dell'arrotondare il proprio reddito non l'ha fatto assolutamente in un accezione negativa, mea culpa se leggendolo sembra cosi.
    Detto questo, l'articolo ha l'intento di approfondire la questione, non siamo nè contro il T-gallery e chi ci lavora, nè contro il questore o le forze dell'ordine. Facciamo del nostro meglio per fare informazione, e il fatto che tu abbia avuto voglia di spendere qualche minuto per scrivere la tua opinione non può che renderci felici =)
    Gaia

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  3. molte persone hanno assistito a dichiarazioni ripetute da parte di numerose altre persone riguardo l'intenzione di agire in prima persona affinchè il T-gallery, e la persona che ad esso è più legata a livello d'immagine, fosse colpita dall'intervento delle forze dell'ordine. Questo, a Vicenza, lo sanno anche i sassi.

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  4. io personalmente non ho assistito a nulla di simile...ma se tu l'hai visto e sentito in prima persona, perchè non fai i nomi?

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  5. visto e sentito? almeno 100 volte e da almeno 10 anni. Considera che quanto è successo è deplorevole, ma questo locale, più di altri, è stato graziato per anni e anni, per un rapporto privilegiato con chi conta a Vicenza. Chi ha più di 30 anni queste cose le sa perchè le ha vissute, infatti non sta facendo ne i salti di gioia ne i sit-in di protesta. Era semplicemente prevedibile che prima o poi accadesse. Io,da cliente storico, sono dispiaciuto. Ma fa parte del gioco. Che ricomincerà presto

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